|
|
|
Francesco Landini nacque a Fiesole (o forse a Firenze) nel 1330 circa. Benché sia stato il più importante musicista italiano del suo tempo, di lui sappiamo poche cose. Il padre, Jacopo del Casentino, che era un pittore, lo avviò prestissimo alla pittura, ma Francesco si ammalò di vaiolo e divenne cieco, e così non poté continuare l'attività paterna. Si dedicò allora alla musica, campo in cui dimostrò grande talento e in cui ebbe notevole successo. Un cronista dell'epoca ( Filippo Villani) scrisse di lui: " Per alleviare l'orrore di quella perpetua notte [ ] prese a cantare. Fattosi più grande [ ] cominciò a cantare secondo l'arte, in un primo tempo con la viva voce, e poi con strumenti a corda e con l'organo, e tanto progredì che, fra lo stupore generale, trattava gli strumenti musicali con tale abilità, come se li vedesse, e toccava (= suonava) gli organi con tale agilità di mano e con tale bravura e dolcezza, che superò tutti gli organisti di cui si abbia memoria " Francesco Landini, soprannominato anche "Il cieco degli organi", svolse la maggior parte del suo lavoro di musicista a Firenze, città che per merito suo divenne il centro della vita musicale italiana. Sapeva cantare, sapeva suonare molti strumenti - in particolare l'ORGANO - , era un abile costruttore di strumenti musicali (ne inventò addirittura uno a corde: la Serena serenarum), sapeva scrivere poesie ed era molto bravo a raccontare. Componeva moltissimo e i suoi pezzi erano molto apprezzati dal pubblico. Scrisse numerose BALLATE - canzoni da suonare, cantare e danzare ( tra cui "ECCO LA PRIMAVERA") - dei MADRIGALI e delle CACCE - canzoni in forma di canone. Morì a Firenze nel 1397 e fu sepolto il San Lorenzo, la chiesa presso cui aveva lavorato per tanti anni come organista. Per qualche motivo che non conosciamo, la sua pietra tombale fu rimossa e, rovesciata, servì a coprire un'altra sepoltura, in una chiesa di Prato. Essa fu ritrovata verso la metà dell'800 e riportata in San Lorenzo, dove la possiamo vedere ancora oggi. |
|
|